Prendi due “vecchi” amici che non si vedono da 5 mesi, prendi una cena indiana speziata ma non piccante (almeno la mia), prendi un telefilm come Battlestar Galactica (e riguardare le ultime due puntate), prendi un iPad2 e un PlayBook, il tutto in una serata fresca annaffiata da un buon bicchiere di bianco .. #ecco
E’ passato un anno, volando, e ci siamo di nuovo. Alle nomination dei Macchianera Blog Awards!! L’edizione 2010 ha visto le [sFiabe di sTen] in nomination tra i cinque migliori podcast dell’anno, ora, non vi chiedo di rivotare (nel caso non le aveste mai ascoltate allora QUI le trovate tutte); e tuttavia se non vi viene in mente niente di meglio da mettere al numero 18 dello speciale form di votazione potete sempre inserire le sFiabe.. Non ho molti consigli da dare.. ma se leggete tutto vi fate qulche idea.
(continua…)
Ti ho attesa tutto il giorno, guardando il cielo chiuso e alla fine, eccoti qui.
Parti dall’alto, da una nuvola lontana e non sai dove ti schianterai, un po metafora della vita un po evento della natura.
Ticchetti sul tetto della mansarda e non sai dell’effetto che fai, coccolando pensieri strani di questa domenica che come tutte le domeniche io odio.
Racconti le storie dei posti lontano che hai visto, dei sapori che ti porti dietro, delle storie di tutte le strade che hai sorvolato.
E poi cadi, giu giu fino a finire la tua corsa in un luogo che non conosci, e da lí puoi solo ripartire..
Oggi sarebbe il giorno del tuo compleanno, me lo ha detto Facebook come sempre accade, e non per cattiveria o altro, succede..
Oggi sarebbe il tuo compleanno Max, ne avresti compiuti 37 e io ti avrei mandato un sms scrivendoti che stavi invecchiando bene… e te mi avresti detto “grazie cugino immediatamente piú vecchio di me”
Per uno strano motivo (almeno io non l’ho capito subito) stanotte ti ho sognato, sorridente e in forma, circondato da amici, mi sei venuto in contro e mi hai abbracciato chiedendomi un bacio. Era un sogno ma, come dire, l’ho percepito reale, come reale era il tuo essere lì, a prendere in giro col tuo essere sopra le righe, alternativo in tutto e non ti nego che un pò questo tuo modo di essere l’ho sempre invidiato.
Oggi sarebbe stato il tuo compleanno Max se 11 mesi fa quel male che nessuno cura non ti avesse strappato a questa realtá, che forse non è l’unica o forse si, e chissà perchè per uno strano motivo sono convinto di non essere stato l’unico a sognarti stanotte..
Il mio sms non é partito anche se il tuo numero di telefono è sempre qui e non lo riesco a togliere, invece la tua risposta c’é ed è arrivata prima che io mi rendessi conto di tutto..
Non sei mai stato uno di troppe parole, a te interessavano i gesti, i modi di fare, per questo ti faccio gli auguri nel modo che sento più mio, lasciando qui questo pensiero che ho messo a fuoco dopo una decina di ore..
Auguri Max (ovunque tu sia)
Se fosse una notte normale probabilmente sarei sul tetto a guardare le stelle, lasciando vagare la testa dove ritiene piú opportuno con lo sguardo affascinato dall’infinito.
Non é una notte normale, permettimi di usare tuttavia, come non lo è stata quella di ieri.
Non ho voglia di pensare al giusto o sbagliato, ormai sono oltre questa sensazione, non ho voglia di fare niente, tantomeno di dormire. Sai quando dicono che non ti accorgi di quanto una persona ti manca fino a quando non la perdi? Eh, cazzate, cazzate grosse perché qui non é cosí, qui é come se sfuggisse alle leggi della fisica, come se un terremoto avesse cancellato tutto, in un attimo, bam!
Eppure un po questa sensazione di sballottamento mi mancava eppure ti vorrei gridare in faccia tutto quello che non ti ho detto e anche quello che ti ho detto, eppure vorrei farlo e non lo faccio, e confondo il rispetto con l’amore. Eppure non lo so.
E mi rigiro, sopra al letto sotto la finestra sotto il cielo, e non ho rabbia, ho rassegnazione, ma non voglio rassegnarmi e vorrei arrabbiarmi da spaccare qualcosa, forse da spaccarti la testa.
E poi son qui, un po fermo e un po no, un po inquieto e un po no, e mi sorprendo a fare quello che ho sempre fatto, bene o male, a modo mio. Sempre.
