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2015 / 12 giugno

Spot FrecciaRossa 1000: io mi sa che non ho capito


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Mentre camminavo per strada avevo pensato ad un altro titolo, che era: Spot FrecciaRossa 1000: ma di cosa cazzo stiamo parlando? Ho pensato che poteva essere frainteso anche se la domanda rimane; perché io davvero non ho capito che tipo di messaggio voglia dare questo spot.
Lo spot lo vedete qui sopra, e onestamente più lo guardo e meno ne capisco il senso.

Il regista dello spot è Pupi Avati, uno che ha alle spalle una esperienza di un certo livello, non uno [sTen]* qualunque insomma, giusto per capire diamo un occhio a Wikipedia.
Per prima cosa bisogna dire che gli spot funzionano come film, qualcuno scrive una sceneggiatura e qualcun’altro la mette su “pellicola”, o comunque gira le scene. E’ evidente che se la scenaggiatura non è brillante, anche il regista migliore del mondo si troverà in difficoltà, viceversa sembrerebbe tutto più semplice.

Io non so chi ha scritto la sceneggiatura dello spot del FrecciaRossa 1000, per quel poco che so di creatività non mi sembra particolarmente brillante ma forse, ancora più grave, non capisco quale messaggio mi debba arrivare.

Che il FrecciaRossa 1000 è talmente bello che non vorrò più scendere?
Che il Frecciarossa 1000 è un treno che piace ad un bambino dell’800?
Il treno carico di bambini dove va?
Perchè il bambino ha la valigia di cartone?
Perchè il treno è vuoto e si incontra solo la ragazza al bar e il guidatore (menomale)?
Sinceramente, caro macchinista del treno, ma cosa cazzo vuoi raggiungere?

A me basterebbe anche rispondere solo alla prima domanda, sono sincero, ma sarà che è tardi mentre sto scrivendo e voglio andare a letto ma io proprio, non riesco, con tutta la buona volontà.
Ammettiamo che la sceneggiatura non sia stata tra le più brillanti, il regista si sarebbe potuto rifiutare, avrebbe potuto cambiare qualcosa, o tutto; invece lo spot è uscito così, con quei bambini che con tutto il rispetto sembra che siano deportati, tutti vestiti uguali e il nostro protagonista imbronciato che sale sul 1000, vuoto come il deseerto del Sinai.

Chiedo a voi, amici illuminati, di darmi una chiave di lettura che non sia quella ovvia, perchè mi rifiuto di credere che la creatività italiana sia scaduta ad un livello così dozzinale, mi sembra lo spot ai treni fatto da una terza media e onestamente, da un regista come Avati per un’azienda come Trenitalia io mi aspetto molto, molto di più.

frecciarossa 1000

ALTERNATIVE?

Per definizione tutto può essere fatto in modo diverso, se poi si tratta di uno spot (che alla fine è un video di 30 secondi) a maggior ragione segue questa regola.
Se il concetto che doveva passare era quello del vecchio che passa al nuovo si poteva giocare sul futuro, rendendo il frecciarossa 1000 ancora più futuribile, con schermi olografici e servizi da crociera nello spazio per poi dire “guardiamo al futuro, un passo alla volta”, e far arrivare il treno con una di quelle inquadrature dove lanciatissimo passa in curva uscendo da una galleria, o ripreso da un elicottero.

Volevi mettere un bambino in scena che si stupisse, mettilo davanti ad uno schermo e fagli vedere un cartone animato in treno, fa che i suoi occhi stupiti raccontino quanta meraviglia c’è in una cosa “semplice”.

Vuoi far vedere il treno, inquadra l’interno con gli operai che stanno sistemando le poltrone o i cablaggi, racconta con le immagini perché questo treno e non un altro, la gente si annoia? Ci starebbe molta più gente a guardare l’inquadratura dalla cabina di pilotaggio invece di questo bambino dalla voce quanto meno inquietante.

Io davvero non riesco a capire, e con grande probabilità è un mio limite, anche se in realtà sento una gran puzza di occasione persa..

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